No alla privatizzazione della Talete con l’Acea. Il Sindaco Moneta rispetti il referendum!

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Lo scorso 15 dicembre il comitato per l’acqua pubblica “Non ce la beviamo”, ha organizzato una riunione presso la sala della provincia di Viterbo.

L’argomento trattato riguardava la difficile situazione debitoria in cui versa la Talete in vista dell’incontro tra i sindaci della Tuscia in calendario per il 19 Dicembre.

In tale data i sindaci si riuniranno per discutere come da O.d.G. “Evoluzioni ipotesi di aggregazione societaria della Talete S.p.A. – informativa”, in parole semplici, iniziare il percorso per l’ingresso del socio privato Acea S.p.A.

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Per raggiungere tale traguardo sarà necessario modificare lo statuto di Talete che a oggi non prevede la possibilità di avere soci privati. Per questo chiediamo che il sindaco Moneta, prima di prendere qualsiasi decisione in merito, indica un consiglio comunale aperto al fine di conoscere la volontà della cittadinanza sulla questione.

Tenendo ben presente i 1.450 canepinesi che nel 2011 votarono favorevolmente per i referendum abrogativi per mantenere pubblica la gestione dell’acqua e le migliaia firme raccolte che hanno portato all’approvazione della Legge Regionale 5 sull’acqua pubblica che, se applicata, riporterebbe il servizio idrico nel naturale ambito idrografico, operando il controllo e l’indirizzo mai applicato fino ad oggi sulla Talete.

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Risultati Referendum 2011 acqua pubblica comune di Canepina

Noi riteniamo che la partecipazione del privato, che ha come unico obiettivo la massimizzazione del profitto e non il reinvestimento degli utili nel servizio, sia una scelta profondamente sbagliata e contraria al volere del referendum.

Il futuro che ci attende, qualora i comuni soci in Talete decidessero di far entrare Acea come partner privato, è decisamente fosco: le tariffe già aumentate nei mesi scorsi, potrebbero aumentare ulteriormente e non è dato sapere che fine faranno i circa 30 milioni di euro di debiti che probabilmente ricadranno sulle tariffe.

Inoltre dal 2017 la Regione Lazio cesserà di occuparsi dei dearsenificatori e i relativi costi di gestione saranno affrontati da Talete con un’ulteriore spesa per la popolazione della provincia.

Se 82 comuni delle province di Latina e Frosinone hanno votato per la risoluzione del contratto con Acea ATO 5 spa per disservizi e alti costi, perché noi dovremmo far entrare Acea nella gestione del nostro servizio idrico?

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